"LUBAMBA La mia libertà oltre lo sbaglio e le sbarre": Sylvie Lubamba A RACCONTI D'AUTORE 2021

SAN REMO D.O.C. musicadioriginecontrollata porta Sylvie Lubamba sul suo palco per presentare il suo libro "LUBAMBA La mia libertà oltre lo sbaglio e le sbarre"


Viva la sincerità. E anche l’umanità. Di un carattere solare, ironico e sensibile, corazzato dall’ostinatezza, che neanche il carcere è riuscito a fiaccare. Quello di Sylvie. Una simpatica impunita, diremmo, che cerca caparbiamente il successo, la popolarità e li ottiene malgrado inciampi anche pesanti: cade, soffre, a volte si pente altre no e, puntualmente, si rialza. E intanto ci porta in giro nello spazio e nel tempo della sua esistenza singolare di affascinante italiana con genitori africani, da Firenze al Congo, da Milano al carcere di Rebibbia, dai concorsi di bellezza alle foto senza veli, dalla tv al bacio in fronte chiesto e ottenuto da Papa Francesco: tutto. Senza un ordine cronologico, per cerchi concentrici, onde che vanno e vengono, in continua successione. Mai ferme, mai domate. Sullo sfondo, un’Italia cambiata negli anni, sempre meno ospitale e più rabbiosa e, laggiù, la memoria della violenza rapace del colonialismo.

Sylvie ricorda tutto, la sua città che ‘sente nel sangue’, i primi filarini, il diploma di ragioniera, Dante, il rock, la religiosità, la scoperta della voglia di emergere, la precoce consapevolezza di una fisicità che turba, il clamore del suo movimentato affacciarsi nel mondo dello spettacolo, la potenza della tv, Baudo, Fazio, Chiambretti, Frassica, Luxuria, il cinema, il sogno di un programma musicale. Non nasconde nulla, senza mai piangersi addosso: la famiglia terremotata, i rapporti quasi ‘fisici’ e insieme difficili con i fratelli, scuola, case e quartieri che cambiano in proporzione ai soldi che girano, gli errori dettati dall’inesperienza, lo stupore della notorietà, la delusione dei rapporti superficiali nel mondo dello spettacolo, l’immagine che prevale sulla sostanza, il bisogno irrefrenabile di soddisfare i propri comodi con stili di vita da ‘star’ per sé e parenti, i brividi di piacere della trasgressione, la galera - tre anni e quattro mesi - cui resiste diventando di pietra, la dignità che torna a riaffiorare grazie alla carità del Papa. E che dà spazio a una filosofia conquistata inevitabilmente a fatica: perché avere attenzione, sentirsi approvati, farcela o illudersi di esserci riusciti, è importante, alla ricerca, forse, di figure genitoriali sostitutive e, pure, di riscatto. Ma poi, alla fine, per Sylvie conta essere benvoluti per quel che si è piuttosto che farsi accettare a tutti i costi. Custodendo - intanto - il sogno segreto di avere un figlio.

Basta in ogni caso farsi trovare pronti per rinascere, perché lo show possa cominciare PREFAZIONE DI MICHELE CUCUZZA


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